Quel che gli altri non vi dicono: se sono bufale è uguale. Il caso Gazzetta della Sera

bufala-gazzettadellasera-original

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Sono mesi che mi occupo di controllare una serie di siti internet che diffondono bufale, uno di questo è proprio “Gazzetta della Sera”. Diffonde bufale? Certo, l’importante è far visite e monetizzare!

Ricorderò sempre l’articolo pubblicato da Sabrina Boni, una delle autrici del sito, intitolato “Sono una stronza razzista che vuole fomentare l’odio razziale?“. Ecco come si difendeva Sabrina:

Può capitare che nel reperire notizie in rete, anche grazie alle migliaia di segnalazioni che gli utenti mi fanno ogni giorno, anche io incappo in una falsa notizia, per-carità non sono perfetta ed una volta ci sono cascata, infatti quest’estate pubblicai una notizia “FALSA” che recuperai da una fonte reputata sicura. Come mi è stato fatto notare ho eliminato immediatamente il contenuto, non mi piace diffondere il falso.

Il mio GRANDE ERRORE? Si il mio GRANDE ERRORE è proprio quello di non censurare ed esporre ciò che gli altri non vi dicono, e ripeto anche a volte incorrendo in errori madornali o notizie inverosimili, ma credetemi ci passo ore a fare ricerche e verificare tutto.

Quindi Sabrina espone “ciò che gli altri non vi dicono” e non le piace “diffondere il falso”, tanto che passerebbe ore a “fare ricerche e verificare tutto”. Bene, ottimo! Brava! Nei fatti però ci cascherebbe troppo spesso e le sue fonti sono spesso bufalare (impossibile non rendersene conto).

Facciamo qualche semplice esempio per capire cosa c’è che non va.

Il caso Schettino ed Ermes Maiolica

Il primo articolo che vorrei trattare, segnalato nella nostra pagina Facebook, riporta una curiosa immagine:

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Che Schettino abbia sostenuto nel 2015 un candidato del PD è vero, ma l’immagine e la citazione riportata è un falso storico creato da un burlone del Web, il caro Ermes Maiolica. La verifica dei fatti, evidentemente, non è stata fatta. L’immagine è comunque servita ai fini della viralità dell’articolo che ha superato le 100 mila condivisioni Facebook dalla data della sua pubblicazione nel 2015.

Il caso dell’africano che molesta la 13enne, il padre lo massacra e lo castra

Un classico della bufala 2.0, quella diffusa e probabilmente ideata dal noto sito bufalaro Senzacensura.eu, dove l’immigrato viene massacrato, castrato, lapidato, tumefatto, ridotto in poltiglia…

L’articolo del 25 marzo scorso pubblicato da Gazzetta della Sera parla di un africano che avrebbe molestato una 13enne, poi il padre di lei sarebbe intervenuto e avrebbe addirittura castrato l’uomo. Notizia verificata? Assolutamente no!

La foto pubblicata da Gazzetta della Sera per l'articolo bufala: è una ragazzina vittima di violenza
La foto pubblicata da Gazzetta della Sera per l’articolo bufala: è una ragazzina vittima di violenza

Riscontri sulla notizia? Nessuno. La fonte da cui trae la notizia? Risulta attendibile? Siccome su Gazzetta della Sera passano ore a verificare e non vogliono pubblicare notizie false, recuperando gli articoli da fonti attendibili, quando è attendibile il sito Libero Giornale? Si, stiamo parlando del noto sito bufalaro che non ha nulla a che fare con la testata “Libero Quotidiano” e “Il Giornale”.

I link alla fonte dell'articolo bufala pubblicato da Gazzetta della Sera
I link alla fonte dell’articolo bufala pubblicato da Gazzetta della Sera

La foto pubblicata nell’articolo, inoltre, è quella di una ragazzina vittima di violenza, ma l’utente che legge l’articolo o anche soltanto il titolo immagina che si tratti dell’immigrato massacrato e castrato. Bastava poco per verificare e scoprire che la ragazzina si chiama Khaloua e aveva 17 anni all’epoca.

Il caso della Kyenge e gli attentati terroristici in Italia

Il 29 marzo 2016 avevano pubblicato un articolo che riportava una falsa dichiarazione dell’ex ministro Kyenge:

L’Italia avrebbe bisogno di un attentato per capire cos’è il dolore

Verificata? Assolutamente no. Vi informo che non è mai stata rilasciata tale dichiarazione, ma veniamo alla fonte attendibilissima per Gazzetta della Sera: un sito chiamato Italiainmovimento.it, che a sua volta prendeva come fonte il sito bufalaro Notiziarioeuropeo.altervista.org (ormai chiuso).

Ottimo lavoro di verifica! L’ennesima notizia falsa pubblicata nel sito, sbufalata e mai rimossa dal sito, al contrario del sito Italiainmovimento.it che ha specificato con un aggiornamento che si trattava di una bufala.

Quindi? Come si conclude la vicenda?

Sabrina si lamentava delle accuse subite per via dei contenuti del sito dove scrive, ma non può lamentarsi delle accuse di diffondere bufale se poi queste non vengono nemmeno rimosse dopo le sbufalate! Notizie false, meno male che non piacciono!

NOTA: L’immagine della “bufalina” è opera di Paolo Bertotti.

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.