BUFALA-Latte di soia: questo briccone

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La farò breve, in quanto è facile demonizzare qualsiasi alimento soprattutto dopo averlo osannato al punto di abusarne.
Riguardo le otto ragioni per evitare il latte di soia, posso passarvene una sola: la soia, consumata in quantità anche medie, aggrava problemi tiroidei preesistenti in quanto può interferire con l’assorbimento della levotiroxina (il farmaco che viene assunto per integrare la carenza di ormone tiroideo in chi ha una funzionalità tiroidea ridotta).
Anche in questo caso, però, è sufficiente assumerla a distanza di almeno quattro ore dal farmaco, per minimizzare eventuali rischi. Ove invece non sia necessaria la terapia sostitutiva, questo alimento può essere consumato normalmente a patto di integrare la dieta con la giusta quantità di iodio. La stessa precauzione dovrebbe valere anche per altri alimenti che invece non vengono “demonizzati”e che contengono molte fibre (legumi, frutta e verdura).

Vediamo le altre sette:

1. Bere latte di soia allunga il ciclo mestruale. Durante uno studio condotto in Giappone, le donne che assumevano 400 ml di latte di soia ogni giorno (una tazza)  avevano un ciclo mestruale che durava due giorni di più rispetto a coloro che non lo consumavano. Questo fa capire quanto possa influire negativamente sugli ormoni.”
Da qui si evince il solito uso scorretto del traduttore (oltre all’uso di tazze molto grosse): 1Infatti lo studio “Effetti del consumo di latte di soia sulla concentrazione degli estrogeni nelle donne giapponesi in pre-menopausa”, oltre ad indicare (riga 3) che nelle donne che hanno assunto un supplemento di latte di soia il ciclo è aumentato di due giorni, mentre in quelle che non lo hanno assunto è diminuito di un giorno, indica anche che la differenza è statisticamente insignificante (come scritto alla riga 4), considerando il periodo di osservazione di due mesi e l’ambito premenopausale.
Le conclusioni ? Che sono necessarie ricerche più vaste per confermare la peculiarità della soia di ridurre i livelli di estrogeni.

“2. Il latte di soia danneggia i globuli rossi. La soia contiene la glicoproteina emoagglutinina che coagula il sangue rendendolo inefficiente provocando quindi nel tempo effetti gravi (è lo stesso fenomeno di una trasfusione sbagliata, in piccola scala)
In realtà questa proteina, della classe delle lectine, non è presente solo nella soia ma in altri alimenti e, come per tali altri alimenti e altre proteine, risulta tossica solo in grandi quantità. Mangiando fagioli occhiuti crudi (se non fossero disgustosi), si potrebbe incorrere in avvelenamento da lectine: è sufficiente bollirli per eliminarle quasi completamente. Il riscaldamento degrada le proteine, distruggendone la struttura, ma anche qualora il latte di soia venga consumato crudo, non contiene una quantità sufficiente di emoagglutinine per causare effetti seri; del resto sono presenti anche nei pomodori e nessuno è mai morto di pomodoro fresco. Probabilmente potrebbe succedere bevendone svariati litri in una sola volta, ma non sarebbe certo l’effetto collaterale principale.

“3. E’ quasi tutta geneticamente modificata. Secondo l’U.S. Department of Agriculture nel 2012 il 94% della soia cresciuta negli Stati Uniti era geneticamente modificata. Ho trattato in diversi articoli dei pericoli degli OGM. Inoltre ci sono stati diversi casi di soia certificata biologica quando poi si è scoperto che era ogm.”
E quindi? Pericoli accertati degli OGM per l’organismo umano non ve ne sono. 
Il pericolo dell’autocitazione per la credibilità è invece accertato.

“4. La soia contiene acido fitico (fitati), una sostanza che è stato provato che impedisce al corpo di assimilare i minerali essenziali come il ferro, magnesio e calcio. Quindi provoca carenze nutrizionali. ”
L’acido fitico è presente in molti altri alimenti e in ogni caso, nello studio citato nell’articolo (peraltro del 1992!!! Una vita fa), si conclude che “phytic acid is a major inhibitory factor of iron absorption in soy-protein isolates but that other factors contribute to the poor bioavailability of iron from these products”
Cioè in realtà il ferro che non riesci ad assorbire è quello contenuto nella soia stessa. Questo non significa che se assumi regolarmente la quantità necessaria con altri alimenti, il latte di soia bevuto ti impedisca di assimilarlo. Certo, a patto che tu non beva oltre un litro di latte di soia al giorno tutti i giorni per anni, ma partiamo dal presupposto che qui si tratti di un consumo normale.

“5. Il latte di soia contiene più alluminio del latte di mucca. Uno studio ha dimostrato che il latte di soia è pieno di alluminio”
La quantità di alluminio da non superare secondo l’OMS è di 60 mg al giorno: lo studio (del 1988!!! Ma uno più vecchio no?) parla di up to 2346 micrograms/liter. Spero che sappiate fare tutti un’equivalenza, come da programma ministeriale della scuola primaria.

“6. Rallenta la crescita e danneggia il pancreas. Uno studio ha scoperto che la soia contiene degli inibitori della tripsina che interferiscono con la digestione delle proteine e possono causare disturbi del pancreas. Negli animali di laboratorio la soia ha rallentato la crescita.”
Le sostanze in questione, non sono altro che delle proteine che il seme della soia produce per difendersi dagli stress biotici, che sono numerosi e hanno per origine i virus, gli organismi phytophages e gli agenti patogeni, i quali secernono delle proteasi (come la tripsina che viene prodotta nel pancreas). Naturalmente una dieta ad alto contenuto di inibitori della tripsina non è salutare, esattamente come una dieta sbilanciata dal punto di vista di altri nutrienti.
Lo studio (e qui siamo addirittura al 1986!) citato indica anche che “Quite ironically, the Bowman-Birk inhibitors, and to some extent the Kunitz inhibitors, contribute to the nutritional quality of soybeans by virtue of their high cystine content which supplements the low or negligible amounts of sulfur-containing amino acids in the storage proteins that comprise the bulk of the protein reserve in the seed.
Cioè: quasi paradossalmente, gli inibitori Bowman-Birk e quindi anche gli inibitori Kunitz, contribuiscono alla qualità nutrizionale della soia in virtù del loro alto contenuto di cisteina che supplisce al basso o inesistente ammontare di aminoacidi solforati nelle proteine di stoccaggio, cosa che comprometterebbe il pacchetto proteico di riserva del seme”
In pratica: vantaggi e svantaggi di un cibo. Come per ogni altro.

“7. Il latte di soia abbassa la vitamina D. Uno studio ha analizzato come i bambini alimentati con latte di soia tendevano ad essere rachitici, mentre tornavano alla normalità con un latte animale arricchito di vitamina D. Inoltre il Dr. Mercola afferma che la soia contiene delle sostanze che impediscono l’assimilazione del calcio e causano deficienza di vitamina D.”
I bambini NON devono essere alimentati con latte di soia, né con latte di riso, cocco, vacca o qualsiasi altra bevanda diversa dal latte materno o dal latte artificiale sostitutivo.
La vitamina D viene comunque somministrata ai lattanti soprattutto nei paesi del nord e tra i nati nei mesi invernali, su consiglio dei pediatri.
Nell’adulto, la dose è assicurata dall’alimentazione bilanciata e comprendente  pesce, uova, alcuni latti addizionati e olio di fegato di merluzzo. Anche il sole contribuisce significativamente alla produzione giornaliera di vitamina D e, appena 10 minuti di esposizione, si pensa siano sufficienti a prevenirne la carenza.
Ultimo ma non ultimo il DOTT.  MERCOLA, naturopata e medico alternativo antivaccinista (cioè un ciarlatano), che già si è prodigato in affermazioni fantasiose come “la frutta causa il diabete” e che vende i suoi prodotti naturali miracolosi a peso d’oro sul web.
Sarà attendibile?

Vogliamo ricordarvi che il cibo miracoloso non esiste, la dieta miracolosa neppure.
Esiste uno strumento miracoloso chiamato buonsenso.

CREDITS

pubmed

tiroide e ipotiroidismo

http://www.aduc.it/comunicato/alluminio+metallo+che+attacca+cervello_779.php

farmaco e cura

http://biotecnologienansi.altervista.org/ogm-nessun-rischio-per-la-salute-e-lambiente/

http://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/gmo

*Mary*

*Mary*

Debunker di giorno, poetessa di notte. Non mi laureo in Medicina e Chirurgia, né mi specializzo in Neuropsichiatria ma, dopo aver abbandonato la facoltà, lavoro felicemente molti anni per una grande azienda di carte di credito. Faccio bouquet di caramelle senza assaggiarne nemmeno una: dovrebbe indicare una volontà di ferro, ma la verità è che non mi piacciono le caramelle.