BUFALA La falsa e dannosa caccia all’uomo di Gazzetta della Sera

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La pagina Facebook del vergognoso sito web “Gazzetta della Sera” ha pubblicato il 28 aprile 2016 un video in cui invitano gli utenti all’azione:

Il post video di Gazzetta della Sera
Il post video di Gazzetta della Sera

Ecco il testo pubblicato assieme al video:

IMPORTANTE DOBBIAMO ARRIVARE A 100.000 CONDIVISIONI E PRENDERE QUESTO INFAME CHE È SCAPPATO!!! AIUTIAMO LA POLIZIA

Soltanto falsità! I gestori della pagina hanno deliberatamente condiviso un vecchio video del 2013 facendo credere agli utenti che si tratti di una cosa recente sulla quale bisognerebbe intervenire. Come dovrebbero intervenire gli utenti? Raggiungendo le 100 mila condivisioni?

Il dettaglio del video con la data dell'evento
Il dettaglio del video con la data dell’evento

L’uomo alla guida della Nissan era già stato identificato e citato dalle testate giornalistiche il 6 aprile 2013:

Vincenzo Filangeri, 59 anni, camionista disoccupato che vive in via Calamandrei a Pra’, continua a ripercorrere con la mente la tragedia di tre giorni fa e a rivivere le ore in cui per tutti era diventato un pirata.

Si apprende che a fine 2014 il signor Vincenzo Filangeri patteggiò:

Genova – Ha patteggiato un anno di reclusione beneficiando della sospensione condizionale Vincenzo Filangeri, l’automobilista sessantenne che nell’aprile 2013 ha investito e ucciso un motociclista sull’autostrada A10 nella galleria tra i caselli di Pegli e Sestri Ponente. L’udienza si è svolta davanti al gup Massimo Cusatti.

Secondo quanto era emerso dai rilievi della polizia stradale il motociclista, Carmelo Zuppardi, 72 anni, aveva perso il controllo del motociclo e, dopo essersi schiantato contro la parete del tunnel, era caduto sull’asfalto. Alcuni automobilisti lo avevano schivato mentre Filangeri, alla guida della sua auto, non era riuscito a evitarlo.

Secondo quanto si è appreso Filangeri si era dapprima fermato fuori dalla galleria e poi si era allontanato. L’uomo, assistito dall’avvocato Stefano De Bernardi, si era costituito l’indomani alla polizia stradale affermando di non essersi accorto di aver investito un uomo.

Considerate anche un altro fatto: i gestori della pagina giudicano “infame” la persona ricercata nel video. Considerate, inoltre, che un utente che dichiara di essere il figlio di Vincenzo Filangeri è intervenuto nella stesso post pubblicato da “Gazzetta della Sera” aggiungendo altri elementi alla storia, probabilmente non riportati dai media:

Commento del figlio dell'automobilista
Commento del figlio dell’automobilista

Ecco il testo del commento:

Quell’uomo con la Nissan era mio padre e appena uscito dalla galleria avviso immediatamente le autorità dicendo di non saper cosa aveva urtato, la polizia rispose che sapevano già dell’incidente, e gli dissero di non ingombrare per evitare altri incidenti, quando la mattina dopo vide TV e giornali andò subito in questura fortunatamente i tabulati telefonici gli diedero ragione e fu subito scagionato dall’atto di pirateria, con il tempo dopo fu assolto anche per la morte di que povero signore in quanto aveva avuto un’infarto fulminante mentre era alla guida ecco perché cadde, mio padre si trovò non posto e momento sbagliato, non auguro a nessuno di passare ciò che ha passato lui

Il figlio di Filingeri potrebbe benissimo valutare una denuncia ai gestori della pagina Facebook.

Non solo, questo genere di post non sono affatto utili per le nostre forze dell’ordine, al contrario possono di fatto disturbare il loro operato ritrovandosi di fronte a segnalazioni inutili su un caso già risolto. Come se non bastasse, se qualcuno individuasse la Nissan potrebbe prendersela con il signor Filangeri.

Queste pagine e questi siti andrebbero chiusi, sono un danno per la nostra società. Invito gli utenti a non diventare complici dei gestori di quelle due realtà.

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.