BUFALA e distorsione – Emma Bonino ha ucciso bambini eccetera

BONINO

L’argomento è delicato, quindi vi chiedo uno sforzo di obiettività per restare nell’ambito della bufala.

Le notizie che circolano su vari siti – fuffa come Imolaoggi e Lo Sai? Hanno ricominciato a diffondere illazioni e manipolazioni di una storia che, certamente, sarà campo di differenti opinioni. Ma esagerare e pronunciare falsità scientifiche solo allo scopo di screditare qualcuno è becero.
Quindi.

L’affermazione riguardante gli aborti che Emma Bonino ha conseguito è vera. La Bonino ha avuto una interruzione di gravidanza e successivamente è stata presidente del CISA (Centro per l’informazione sulla sterilizzazione e l’aborto). Per far parlare l’opinione pubblica del problema nel 1975 si è costituita, pagando tre settimane di carcere.

Ha ucciso dei bambini? No. Per la scienza un embrione di due mesi (quello il limite massimo affinché il metodo Karman funzioni in assenza di medicinali per agevolare le contrazioni. Oggi si effettua entro i limiti di legge, i tre mesi) NON è un bambino. Non è nemmeno un feto.

Si è nascosta, agevolata dall’immunità parlamentare? NO. Si è anzi costituita nel 1975, e tutto ciò accade prima dell’inizio della sua carriera politica.

Ha causato 3000 ricoveri per setticemia?
Non lo sappiamo. Ma non è precisato in quali anni, non conosciamo le fonti. Sappiamo però che i decessi annui provocati dagli aborti clandestini, prima della legge 194, erano valutati intorno ai 20.000 (fonte: Salute e sanità nell’Italia repubblicana, di Saverio Luzzi). E sappiamo che prima del metodo Karman le modalità erano molto più cruente. Ancora nella generazione delle donne nate intorno agli anni ’30 del Novecento si parla di ferri da calza, che provocavano sovente la perforazione dell’utero, uniti all’iniezione intrauterina di acqua saponata o permanganato di potassio, o acqua ossigenata, o acqua e varechina. Dopo di che, la donna si presentava in ospedale per il raschiamento, dicendo di aver avuto un aborto spontaneo.

Il  metodo Karman, anche se a volte attuato con una pompa di bicicletta, rimane il meno pericoloso. Può non piacerci, possiamo pensarla come vogliamo. Ma tra le certezze dobbiamo considerare che la possibilità di eseguire l’aborto in ospedale o clinica è certamente stato un passo avanti.

paolak

Sono un'artista studiosa di Gender studies. Credo che sia possibile aprire le menti tramite l'arte, e necessario educare le persone al pluralismo, per annullare discriminazioni e differenze di trattamento.
  • Beh una “studiosa di gender studies” che parla della “fuffa” altrui è involontariamente comica :3

  • Quando decido di essere comica lo sono sempre volontariamente, signor Pino. Sui miei argomenti di studio non lo sono mai.