Dei tumori e delle cure- PRECISAZIONI sull’ARTEMISIA ANNUA

Trichome

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le bufale in merito all’argomento cancro e alle cure relative sono tra le più frequenti, ma è doveroso fare delle precisazioni anche in merito a notizie per la maggior parte veritiere ma da considerare nella loro interezza.

L’ARTEMISIA
Il 7ottobre 2014 Panorama pubblicava un articolo in cui Amedeo Gioia raccontava la propria esperienza di cura con l’artemisia annua, postando i propri referti medici su un gruppo Facebook e facendosi intervistare da varie testate.
Il sig. Gioia afferma di essere guarito da un cancro alla vescica con l’artemisia annua (dopo essersi sottoposto ad un intervento):
“Io sono la prova vivente che la cura con l’artemisia annua funziona, operato due volte di cancro alla vescica esame istiologico G3 e TNM: pT2, invitato a fare delle infiltrazioni di chemio l’oncologo le ha ritenute inutili in quanto i carcinomi avevano colpito anche la prostata e l’ilio (intestino). Ricoverato in urologia al San Filippo Neri per l’asportazione di vescica, prostata ed un tratto dell’intestino, avrei continuato a vivere con le sacchette per l’orina e feci. Ho rifiutato la chemioterapia e mi hanno dimesso dandomi una settimana, massimo due mesi di vita. Mio figlio ha scoperto che esisteva questa pianta, che distrugge le cellule cancerogene, ed e’ riuscito a trovarla in soluzione alcolica (tipo fernet) e ho incominciato ad assumerla, Una correzione nel caffe’ la mattina, un bicchierino dopo pasto ed uno dopo cena. Dopo 48 ore non avevo più dolori e dopo sei giorni orinavo quasi normale (prima ogni 1/2 ora e con dolore). Per controllo ho fatto un’ecografia, esame del sangue per le marche tumorali ed una TAC. Risultato non ho più nulla”.

In seguito a queste affermazioni ha avuto luogo un processo di santificazione dell’artemisia annua, a guisa di infallibile cura per il cancro, e abbiamo assistito al dilagare non solo di post ma anche di autoprescrizioni di prodotti a base di questa sostanza.

Ma è vero che l’artemisia annua distrugge il 98% delle cellule tumorali?

Pubmed , in seguito ad uno studio del 2005 su questa pianta -che viene utilizzata d’elezione nei preparati antimalarici-, spiega che “Artemisina reagisce con il ferro per formare radicali liberi che uccidono le cellule. Dal momento che le cellule tumorali assorbono una quantità di ferro relativamente grande rispetto alle cellule normali, sono più suscettibili agli effetti tossici di artemisia.” e che, opportunamente legata alla transferrina che la veicolerebbe nel plasma, potrebbe essere sviluppata come agente chemioterapico per la cura del cancro.
Dunque l’Artemisia annua ha effettivamente proprietà antitumorali, tanto che come afferma un comunicato dell’Istituto dei Tumori di Milano:

“…si può dire con certezza che, in esperimenti in vitro, uno dei suoi principi attivi, l’artemisinina e i suoi derivati, hanno dimostrato un effetto tossico sulle cellule tumorali e che questa classe di farmaci è utilizzata come trattamento della malaria con un profilo di tossicità estremamente favorevole. Alcuni ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori sono direttamente coinvolti nella valutazione di un altro principio attivo dell’Artemisia Annua, la diidroartemisinina, e del suo ruolo antineoplastico valutato per ora sempre su modelli preclinici: i risultati sono convincenti ed è in corso di preparazione una pubblicazione scientifica.” 


Come assumere dunque l’Artemisia annua? Qui nasce il problema applicativo della cura: l’artemisia non può essere assunta per via alimentare perché non è nota al riguardo una storia significativa di consumo antecedente all’entrata in vigore del regolamento CE (258/97) sui “novel food”. Ciò premesso si è già a conoscenza della pubblicizzazione di tale pianta a fini di vendita su siti online dove alla stessa e ai suoi derivati vengono attribuite proprietà di tipo terapeutico nei confronti di varie patologie, compreso il cancro….

Ha una tossicità relativamente bassa negli esseri umani, anche se sono stati riportati effetti indesiderati anche di notevole entità soprattutto legati alla somministrazione prolungata con difetti di escrezione (vengono infatti sottolineate le attuali conoscenze in merito alla neurotossicità, embriotossicità, genotossicità, emato- immunotossicità, cardiotossicità, nefrotossicità e reazioni allergiche) ed è attivata dal gruppo eme e / o dal ferro intracellulare portando alla formazione di radicali liberi intracellulari.
L’effetto collaterale più temuto dell’artemisia è la neurotissicità, pertanto il dosaggio non deve essere prolungato nel tempo (3-5 gg a ciclo) per evitare l’effetto sopraindicato.

L’Istituto dei tumori conclude che:

  1. i modelli preclinici ci fanno considerare artemisinina una molecola promettente in patologie selezionate;
  2. l’emivita di questi farmaci (ovvero la “sopravvivenza” del principio attivo all’interno dell’organismo) è molto breve, al punto che come farmaco antimalarico è necessario somministrarlo in combinazione a un altro trattamento perché sia effettivamente efficace;
  3. la dose utile come farmaco antineoplastico nei modelli in vitro è molto superiore a quella utilizzata nei preparati antimalarici;
  4. i diversi preparati di Artemisia Annua hanno diverse emivite e diversi profili di distribuzione e tossicità;
  5. non sappiamo quale sia la vera percentuale del principio attivo presente nelle differenti formulazioni di Artemisia Annua disponibili online o nelle erboristerie;
  6. non esistono studi clinici validi che dimostrino l’efficacia e la sicurezza di questi preparati nell’essere umano.

A nostro avviso è giusto e doveroso non trascurare l’importanza dei nuovi studi e delle sostanze alternative nella cura del cancro, ma senza dimenticare che la sperimentazione prevede tempi a volte molto lunghi, che vi sono sempre rischi legati ad effetti di difficile valutazione, che qualsiasi tipo di cura deve essere iniziata (o interrotta) sotto stretto controllo medico e che è giusto dare spazio alla speranza senza mai perdere di vista la realtà.

credits:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15642597

http://www.istitutotumori.mi.it/modules.php?name=News&file=article&sid=174

http://www.istitutotumori.mi.it/modules.php?name=News&file=article&sid=174

http://www.carcinomaepatico.it/Finestra/Artemisia-Annua.asp


*Mary*

*Mary*

Debunker di giorno, poetessa di notte. Non mi laureo in Medicina e Chirurgia, né mi specializzo in Neuropsichiatria ma, dopo aver abbandonato la facoltà, lavoro felicemente molti anni per una grande azienda di carte di credito. Faccio bouquet di caramelle senza assaggiarne nemmeno una: dovrebbe indicare una volontà di ferro, ma la verità è che non mi piacciono le caramelle.