BUFALA – Isis alla caccia di foto e hashtag

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Gira su Facebook e sulla blogosfere un articolo che insinua che l’Isis sta tracciando le foto dei profili di Facebook, che gli utenti hanno cambiato con la bandiera francese usando una recente applicazione. Sta girando anche, con una certa attinenza all’articolo, un post in bacheca che afferma che l’Isis sta tracciando anche chi pubblica l’hashtag #prayforparis. Tutti i messaggi incitano a non usare più l’applicazione e l’hashtag per pericolo di ritorsioni.

Naturalmente le affermazioni di questi articoli e post sono delle complete sciocchezze, non si trova uno straccio di fonte di un’agenzia di stampa credibile che possa confermare questi stravaganti avvisi.

Inoltre, anche se possiamo dire con certezza che l’Isis è un gruppo terroristico spietato, sanguinario, ben organizzato anche a livello informatico; risulta difficile credere che impieghino tante risorse per risalire all’identità di un numero enorme di utenti Facebook di tutto il mondo, che abbiano cambiato l’immagine del profilo o che abbiano pubblicato un hashtag. I loro obiettivi sono sicuramente i luoghi affollati nelle città più grandi per cercare l’eccidio di massa, piuttosto che cercare un singolo individuo. Può essere che cerchino di assassinare una persona in particolare, ma deve trattarsi di una persona ben in vista che si sia attivata in modo particolare contro il terrorismo. Si sono svolte anche numerose manifestazioni contro lo Stato Islamico che possono essere davvero oggetto di ritorsioni, ma nessun avviso strampalato è stato pubblicato per incitare a non manifestare contro il terrorismo.

Molti siti, ultimamente, pubblicano notizie fasulle con la scusa della “satira”. Da un certo punto di vista potrebbe sembrare un atteggiamento innocuo o scherzoso, tuttavia, non risulta essere per niente di buon gusto usare queste tragedie per incrementare la visibilità dei propri siti. Queste falsità, inoltre, creano paure ingiustificate e, in certi casi, distraggono le persone dai pericoli reali.

Prima di diffondere certe “notizie”, accertatevi che la fonte sia affidabile e che sia riportata da più agenzie di stampa