DELLA CARNE DI BUFALA E ALTRE CARNI – demoniache presenze…ma…(articolo aggiornato)

I wurstel del demonio
I wurstel del demonio

L’Oms  ha emesso un comunicato in cui dichiara di avere inserito le carni trattate nella lista dei carcinogeni di tipo 1 e le carni rosse nella lista di quelli di tipo 2.
Le carni trattate sono quelle che vengono sottoposte a lavorazione che ne aumenti la sapidità e la durata (aggiunta di aromi artificiali, sali, conservanti, nitriti  e simili ma anche affumicatura, salatura, polimerizzazione e fermentazione) come salsicce, würstel, salumi e insaccati, anche derivati dal sangue di animali. Le carni rosse sono quelle derivanti dal muscolo di mammifero e chiamate così per la tipica colorazione dovuta all’abbondanza di mioglobina e di emoglobina e si differenzia a seconda dell’animale macellato ( la carne bovina  di vitello, vitellone, manzo, bue e vacche, carne equina di cavallo o puledro, carne di ovini, suini e caprini). Proprio l’emoglobina e la mioglobina che si trovano nella carne sono ritenute causa (a seguito di un processo che avviene nell’intestino) della possibile formazione di “colonie” cancerogene dell’apparato digerente.

Vediamo nel dettaglio che caratteristiche hanno queste liste in base all’evidenza statistica (che non è l’evidenza nel senso comune del termine, ma il risultato di uno studio ripetuto con vaglio di dati che deve rispettare determinati canoni).

GRUPPO 1 (AGENTE CANCEROGENO) Vengono classificate in questo gruppo le sostanze per cui c’è una «sufficiente evidenza» della cancerogenicità nell’uomo, oppure una evidenza «meno che sufficiente» nell’uomo accompagnata però da una «evidenza sufficiente» negli animali.
GRUPPO 2A (AGENTE PROBABILMENTE CANCEROGENO) In questo gruppo (in inglese probably carcinogenic) ricadono le sostanze per cui c’è una «limitata evidenza» di cancerogenicità nell’uomo ma una «sufficiente evidenza» negli animali.
GRUPPO 2B (AGENTE FORSE CANCEROGENO) In questo gruppo (in inglese possibly carcinogenic), che è quello prescelto per le onde generate dai telefonini, ricadono le sostanze che hanno una evidenza «limitata» sia per l’uomo che negli animali.

Le liste compilate dallo IARC, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, raggruppano le sostanze sulla base del livello di cancerogenità dimostrato in studi scientifici.
Come riporta pagina web dell’AIRC
L’ingresso nella lista richiede che siano disponibili i risultati di studi di laboratorio e, se disponibili, anche di studi epidemiologici sull’uomo. Tali studi vengono eseguiti ad altissimi dosaggi o con durate d’esposizione molto lunghe, difficilmente replicabili nella vita reale. È importante anche sapere che molte sostanze cancerogene sulle quali non esistono studi così precisi non vengono inserite nelle liste IARC. Prima di preoccuparsi, è importante sapere non solo in che lista si trova una certa sostanza ma quali sono i dosaggi e le durate d’esposizione oltre le quali il rischio diventa reale e non solo teorico.
Nel caso delle carni trattate, la dose valutata è di 50g al giorno per un aumento del 18% della probabilità di sviluppare un cancro all’intestino. Questa dose è circa il doppio della media italiana, mentre per quanto riguarda le carni rosse l’aumento di rischio è basso e diventa significativo solo per quantità importanti (che secondo le stime non riguardano il nostro paese).
E’ necessario inoltre considerare che, se da un lato esistono conservanti ad azione carcinogena,  dall’altro esistono sostanze sicuramente carcinogene (ad esempio micotossine) che si formano negli alimenti quando questi non siano ben conservati.

In conclusione, il comunicato dell’Oms ha ufficializzato una verità nota e la raccomandazione di limitare il consumo di determinati alimenti che era già onnipresente da tempo. E’ probabile che, psicologicamente, sia più difficile ignorare un avvertimento in cui si fa un preciso riferimento al GRADO di pericolosità (di un alimento o di altro), che già si conosceva senza però poterla quantificare.
Occorre anche tenere presente l’esistenza di altri fattori di rischio per il cancro altrettanto importanti, come obesità stress e fumo, che spesso ignoriamo consapevolmente.
Il sovrappeso si traduce in un aumento del 20% della possibilità di sviluppare un tumore al seno, all’endometrio, alla prostata e di tipo gastrointestinale, come dimostrano numerosi studi accademici: accostabile dunque a quello del fumo e di carcinogeni del gruppo 1.
Eppure… spesso ci si concede di fumare qualche sigaretta consapevoli dei rischi o si decide di non preoccuparsi dei chili di troppo, ritenendola esclusivamente una questione estetica.
E’ giusto fare attenzione, altrettanto lo è vivere concedendosi qualche trasgressione, a seconda di quanto riteniamo opportuno per il nostro stato fisico; senza scadere nell’allarmismo, ma restando nell’ambito di una sana attenzione per la propria salute.
L’importante è agire consapevolmente, sapendo riconoscere e quantificare i rischi.
Insomma…volemose bene!

FEBBRAIO 2016
Aggiornamento:  Dopo l’allarme lanciato mesi fa dall’Oms, il ministero della Salute ha “assolto” in parte le carni rosse e derivati dal presunto effetto cancerogeno provocato nell’uomo. A patto, però, che non vengano cotte alla brace. Uno studio del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare (Cnsa) ha infatti osservato che “l’insorgenza dei tumori è un evento derivante da più fattori e che l’effetto cancerogeno delle carni è condizionato da abitudini di cottura e trasformazione”.
Ulteriori e più precise delucidazioni si avranno nella seconda metà del 2016, quando verrà pubblicata l’integrazione della monografia n. 114 (pubblicata su “the Lancet Oncology”). E vi aggiorneremo nuovamente in merito.

CREDITS
http://www.alimentipedia.it/alimenti-bevande/carni/carni-rosse
http://www.who.int/en/http://www.airc.it
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3773450/
http://webcache.googleusercontent.com/search?
IL CONCETTO STATISTICO DI “EVIDENZA” – Virgilio
http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_4_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=salastampa&p=comunicatistampa&id=4710

BIBLIOGRAFIA
“Microbiologia degli alimenti” di James J. Jay (Autore), Martin J. Loessner (Autore), David A. Golden (Autore)-Springer Verlag; 2009
“Fondamenti di ricerca clinica” Di Antonella Bacchieri,Giovanni Della Cioppa- La Feltrinelli

IMMAGINI
Nouar

*Mary*

*Mary*

Debunker di giorno, poetessa di notte. Non mi laureo in Medicina e Chirurgia, né mi specializzo in Neuropsichiatria ma, dopo aver abbandonato la facoltà, lavoro felicemente molti anni per una grande azienda di carte di credito. Faccio bouquet di caramelle senza assaggiarne nemmeno una: dovrebbe indicare una volontà di ferro, ma la verità è che non mi piacciono le caramelle.