BUFALA – Würstel e Hotdog ricavati da carcasse di animali morti

ANIMALI TRITATI

Gira su Facebook e sulla blogosfere un video che presumibilmente mostra il processo produttivo dei würstel e degli hotdog. Il video mostra una prima fase, in cui vari animali morti vengono tritati in una macchina e, successivamente, i resti sono lavorati con un processo a catena per l’elaborazione e il confezionamento del prodotto finito.

Comunque il video è completamente privo di senso. Chi diffonde il video non sa di cosa sta parlando oppure diffonde volontariamente disinformazione. Come spiega Il Fatto Alimentare, si tratta dell’unione di due video differenti completamente scollegati che descrivono due processi differenti.

La prima parte del video, dove si vede la macchina che trita gli animali interi è un estratto di un video che sta circolando da anni su youtube e liveleak. Quasi tutti i video affermano che è il processo iniziale per produrre polpette e carne macinata per il consumo umano.

Anche queste affermazioni sono delle complete sciocchezze. La macchina raffigurata serve davvero per ridurre il volume delle carcasse degli animali e usare i resti per la realizzazione di altri prodotti destinati a tutt’altro che il consumo umano. Alcuni siti addirittura affermano che una mucca, che è il terzo animale che viene macinato, è ancora viva. Questa affermazione è totalmente assurda, l’animale è molto grande e il movimento è dovuto alle zampe che iniziano ad essere maciullate dalla macchina. Successivamente si nota un getto dovuto ai gas che si sono formati all’interno del corpo dell’animale e che sono tipici della decomposizione.

Nelle fattorie e negli allevamenti è normale che alcuni animali muoiano. Spesso le carcasse sono molto ingombranti sia per essere sepolte, sia per essere incenerite. Di solito le carcasse possono essere usate per produrre fertilizzanti. Le macchine compattatrici di carcasse sono utili a questo scopo. Un’azienda produttrice di queste macchine è la danese Haarslev e una macchina simile a quella mostrata nel video è il modello PB 30/60 Crusher, di cui troviamo una scheda tecnica nella pagina web dell’azienda. Ovviamente un video su queste tematiche dal carattere “splatter” e disgustoso anche per gli stomaci più forti, attira di più l’attenzione e garantisce una diffusione larga e duratura.

Gli scarti di macelleria, invece, possono essere processati per altri generi alimentari come le caramelle gommose.

La seconda parte del video, mostra macchinari più puliti e già più idonei alla produzione di generi alimentari. Anche la storia delle carni separate meccanicamente o la poltiglia rosa ha causato molto sgomento tra i consumatori. Comunque, anche quella storia è solo un buco nell’acqua.

Come fa notare giustamente il Fatto Alimentare: “chi può davvero credere che, anche nel Paese meno sensibile alle norme salutistiche, igieniche ed ambientali, delle carcasse di animali possano essere tritate per diventare cibo da vendere al supermercato?  Forse chi ha fra i propri obiettivi quello di disincentivare il consumo di carne, demonizzandone il settore.”

Il video, purtroppo, viene preso sul serio da chi è poco attento e da chi vede un complotto ad ogni angolo di strada.

Da pochi giorni una relazione dell’OMS ha allertato molte persone, perché da uno studio si è dedotto che un eccessivo consumo di carni rosse e lavorate può aumentare le possibilità di sviluppare il cancro. Non c’è da sorprendersi che immediatamente dopo la pubblicazione, qualcuno si diverta a resuscitare bufale che si erano incamminate nei binari dell’oblio, oppure approfitti per divulgare disinformazione per disincentivare il consumo di carne e attirare più visite ai propri siti.

Non cadete in queste bufale! Se non vi piace la carne e tendete ad una dieta vegetariana non c’è nulla di male. Diffondere questo tipo di disinformazione è irresponsabile perché rischia di danneggiare la reputazione delle aziende alimentari e di conseguenza la gente che lavora. Inoltre, se volete dimostrare una vostra tesi o credenza, è necessario supportarla sempre con prove certe e inconfutabili. Fino a che si presentano prove inconsistenti o fasulle, ciò che affermate, resta solo una mera congettura.