BUFALA – l’OMS vuole insegnare la masturbazione ai bambini

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A Giugno di quest’anno un ormai famoso dirigente scolastico fece girare una circolare dai toni agghiaccianti.

Si diceva che il pacchetto denominato “La buona scuola” prevedesse l’adozione dell’educazione di genere, spiegando a grandi linee nozioni davvero attinenti all’educazione di genere che la legge in questione prevede (educazione alla PARITÀ di genere che vuol dire “Parità di capacità, prospettive, ruoli, obbiettivi tra femmine e maschi”) e questioni attinenti esclusivamente ad una traduzione fantasiosa di concetti che sono complessi, quelli appunto degli “Studi di genere” o, per spaventare maggiormente, “Gender studies”.

E quindi una spiegazione sommaria di cosa sia questo Gender, ovvero la concezione dell’individuo come Neutro, senza differenze con gli altri, senza complementarietà maschio-femmina (su questo ci si può tornare) e quindi senza una identità propria. Una confusione basilare tra il concetto di “identità” e quello di “individuo biologicamente definito”, con buona pace di Hegel e anche di Marx.

Ma la parte più sconvolgente del volantino è quella scritta appositamente per spaventare i genitori: una lista di insegnamenti che verranno somministrati ai bambini a partire dalla più tenera età.Tutto ciò proveniente dalle “Linee guida per l’educazione sessuale definite dall’ OMS“.

E qui un elenco di “insegnamenti” che hanno portato a bufale di ogni tipo su “Lezioni di masturbazione” (qui la spiegazione dell’ordine degli psicologi) e similari.

È importante precisare però che quei punti elencati nella circolare, e in molti volantini, non sono degli insegnamenti. Infatti il documento a cui fanno riferimento non sono delle direttive, o linee guida, un programma da seguire, un sunto delle lezioni.

Sono degli STANDARD.

Si legge alla terza pagina del documento pdf: “Quadro di riferimento per responsabili delle politiche, autorità scolastiche e sanitarie, specialisti”. Quindi un documento che sia un punto di riferimento, stilato da un pool di specialisti del settore, rivolto esclusivamente agli attori dell’educazione. Ciò vuol dire che nulla di ciò che è scritto lì dentro verrà rovesciato così com’è sulle teste dei piccoli avventori.

Ciò significa che un gruppo di specialisti di psicologia evolutiva, sessuologia eccetera si sono riuniti ed hanno stilato una serie di momenti della vita del bambino in cui ci si può trovare ad avere a che fare con dei comportamenti di conoscenza di se stessi e degli altri dal punto di vista sessuale.

STOP.

L’elenco ricopiato così zelantemente appartiene alla matrice che si trova a pagina 38 e che è uno specchietto riassuntivo, non un programma scolastico. Come si legge a pagina 33:
“La matrice che segue è stata concepita per offrire una panoramica generale degli argomenti che dovrebbero essere presentati a specifiche fasce di età. La matrice è strutturata secondo le diverse fasce di età e comprende otto categorie tematiche principali. Può essere utilizzata in modo flessibile per venire incontro alle esigenze specifiche di singoli o gruppi. Può inoltre essere adattata alle esigenze di individui con bisogni particolari e minoranze. È un quadro di riferimento dal quale il formatore/l’educatore può selezionare gli argomenti di particolare interesse per
il gruppo al quale si rivolge.

QUADRO DI RIFERIMENTO.

“Masturbazione precoce da 0 ai 4 anni” vuol dire, nell’ambito del documento, che gli educatori e i genitori possono trovarsi ad affrontare, a quell’età, episodi di masturbazione infantile (esiste, anche se vi scandalizza) e devono saperli affrontare nel migliore dei modi. Laddove il migliore dei modi non è, come spesso accade, “non ti toccare che ti cade/diventi cieco/ dio non vuole”, chiaramente. Bensì spiegare ai bambini che il loro corpo è perfetto, che le sensazioni che provano sono naturali ma alcune cose andrebbero fatte in privato. Ad esempio. In seguito, a seconda sempre dello sviluppo mentale del bambino, si spiegherà che il suo corpo e le sue sensazioni si possono condividere con gli altri, se ambedue lo vogliono, eccetera.

Le motivazioni della stesura di questi Standard sono nell’introduzione: affrontare la terribile diffusione di malattie sessualmente trasmissibili; promuovere una gravidanza matura e consapevole (traduco: “BASTA ADOLESCENTI MAMME“), e condivisa (traduco: “basta papà che scappano”); fermare la pedofilia grazie alla rottura dell’omertà.

L’approccio olistico promosso dagli Standard serve proprio a questo. Costruire un’idea di sesso serena e priva di sensi di colpa, perché il bambino imbevuto di sensi di colpa nelle questioni riguardanti ciò che ha in mezzo alle gambe sarà molto probabilmente un bambino che tace la molestia sessuale.

A pagina 24 troviamo tutte le spiegazioni legate a quello specchietto, a quella matrice, suddivise per età. Tutto lo sviluppo psico-sessuale e sociale che è stato osservato nei bambini. I bambini hanno curiosità e trovano negli adulti remore e paure. Mancanza di preparazione. Viene spiegato lungo tutto il documento che il fine è INSEGNARE AGLI ADULTI, non ai bambini. Ovvero insegnare agli adulti come accompagnare lo sviluppo che i bambini, naturalmente, attueranno.

Un’ultima cosa, sempre che si può evincere leggendo LEGGENDO L’INTRODUZIONE DEGLI STANDARD: l’approccio che si promuove è olistico. Ciò vuol dire che non ci saranno lezioni di qualcosa, ore di educazione sessuale negli asili nido. Nulla di tutto ciò. L’approccio olistico è appunto, come dice il termine, globale. Cioè TUTTI gli attori dell’educazione devono essere pronti alle eventuali domande dei bambini (fin dalla più candida “Da dove vengo?” alla quale si deve rispondere
semplicemente, senza favole e senza essere necessariamente troppo precisi, e via discorrendo) e ai loro comportamenti. Che possono avere o non avere, ognuno è diverso. Ma per affrontare la loro crescita essere i loro genitori biologici non è sufficiente.

Bisogna conoscere lo sviluppo evolutivo. Quindi collaborare assieme agli altri attori dell’educazione:

” L’educazione sessuale instaura una stretta collaborazione con i genitori e con la comunità al fine di costruire un ambiente circostante che sia di sostegno. I genitori sono coinvolti nell’ educazione sessuale scolastica, vale a dire ne saranno informati prima dell’inizio e avranno la possibilità di esprimere i loro desideri e le loro riserve. Istituzioni scolastiche e genitori si sostengono a vicenda nel processo di educazione sessuale continua. Anche la collaborazione con altri interlocutori nel campo dell’educazione sessuale (servizi pubblici per la gioventù, servizi/attività per la gioventù legate alla Chiesa, servizi sociali per la gioventù, servizi sanitari, servizi di consulenza, gruppi di fede) porta dei vantaggi.”

COLLABORARE. Non coprirsi occhi e orecchie gridando “non voglio” perché qualcuno ci ha semplificato un’informazione stravolgendola.

Gli Standard non dicono ciò che i paladini Anti-gender vi traducono. E basta leggerli per capirlo. Soprattutto che qualcuno stia facendo qualcosa alle vostre spalle. È tutto scritto ben chiaro.

paolak

Sono un'artista studiosa di Gender studies. Credo che sia possibile aprire le menti tramite l'arte, e necessario educare le persone al pluralismo, per annullare discriminazioni e differenze di trattamento.