Le nostre “fonti”

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In questo articolo puramente informativo proveremo ad aiutare gli utenti di internet a cercare e trovare le fonti di informazione attendibili, che normalmente usiamo per smascherare le bufale in rete.

Nel nostro blog dividiamo le bufale per categoria e le esamineremo una per volta

  • Bufale – Leggende metropolitane: Si tratta di classiche leggende metropolitane o catene di Sant’Antonio, alcune sono tanto vecchie che hanno iniziato a diffondersi a mezzo stampa. Successivamente sono migrate su internet, sulla blogosfera e sulle reti sociali per aumentare la diffusione in forma esponenziale. Molte di queste leggende nascono all’estero, ma i diffusori di bufale creano subito la versione in italiano. Come trovare le fonti affidabili?

In questo caso, molti debunker stranieri hanno sicuramente individuato la bufala e l’hanno smascherata. Cito sempre Hoax-Slayer perché tra i vari debunker è sicuramente il più affidabile, molte volte riporto traduzioni dei suoi articoli.

Molte leggende metropolitane descrivono crimini impossibili o improbabili come modalità delittuose molto frequenti e richiamano l’attenzione del lettore ad evitare certe situazioni e, soprattutto, a diffondere l’informazione ai suoi contatti, per far si che non cadano nei tranelli dei malfattori. Per smentire queste leggende, possiamo verificare se fonti giornalistiche autorevoli hanno riportato casi simili, se fossero modalità criminose di larga scala sicuramente ci sarebbero degli articoli di quotidiani o comunicati ufficiali delle autorità per mettere in guardia le potenziali vittime. In questo caso troviamo l’esatto contrario in rete: i debunker scrivono articoli in cui si trovano collegamenti a siti giornalistici o comunicati di polizia che smentiscono le voci su queste modalità criminose. Per questo, diffondere allarmi non confermati può impegnare inutilmente le forze dell’ordine a smentire a seguito di numerose segnalazioni che arrivano. Molte persone che leggono questi falsi allarmi non si fermano all’inoltro del messaggio ma chiedono alle autorità dove e quando si sono verificati questi episodi criminosi. Gli esempi più classici che abbiamo trattato sono i seguenti:

  • Bambini usati come esche per stupri, bambole camuffate da bambino abbandonato sul sedile posteriore di veicoli fermi e uova sul parabrezza per oscurare il campo visivo degli automobilisti costringendoli a fermarsi. Tutte queste presunte tattiche sono poco plausibili o sono delle complete sciocchezze. Abbiamo largamente riportato tutte le smentite delle varie polizie del mondo e queste smentite, venendo dagli organi competenti, possono essere considerate affidabili.
  • Rapimenti da parte di cinesi per traffico di organi: Le bufale sul traffico di organi sono le più frequenti. In realtà questo traffico esiste ma non si svolge con le modalità suggerite da certe catene. Anche il furto di reni aveva riempito le caselle email diversi anni fa, purtroppo pochi sanno che il trapianto di organi deve avvenire obbligatoriamente con certe procedure che non possono replicarsi in una camera di hotel. Anche qui abbiamo riportato smentite e assenza di fonti affidabili che possano in qualche modo confermare le stravaganti affermazioni della bufala.
  • Profumi al cloroformio o addirittura velenosi: altra modalità criminosa di larga diffusione secondo i creatori di bufale. Anche in questo caso si tratta di falsi allarmi ormai in circolazione da oltre 15 anni. Le polizie di vari stati hanno dovuto smentire, qui riportiamo due articoli in merito a quest’altra stupida leggenda.

Altre leggende hanno parlato di apparecchi difettosi o pericolosi: il cellulare è stato preso di mira in più occasioni. L’avviso mette sempre in guardia gli utenti sulla pericolosità di rispondere al cellulare mentre è sotto carica. Il pericolo è sempre l’esplosione con la conseguente morte o ferimento grave della vittima. In realtà il cellulare può davvero esplodere se la batteria è difettosa, ma, certamente, non perché si risponde ad una chiamate mentre l’apparecchio è sotto carica. Abbiamo pubblicato due articoli su quest’altra leggenda.

Quindi, per queste leggende trite e ritrite, cercate gli articoli dei debunker (consiglio Hoax Slayer) e verificate se hanno riportato fonti autorevoli che vi aiuteranno a smascherare la bufala. Se non conoscete l’inglese usate il traduttore per avere un’idea generale dell’articolo e delle fonti citate. Non è una traduzione perfetta, anzi è molto maccheronica, tuttavia, è sufficiente a capire il senso dell’articolo. Anche Paolo Attivissimo si occupa molto delle leggende metropolitane, ma anche lui cita spesso Snopes e Hoax Slayer.

  • Bufale sugli animali maltrattati: sono post falsi, fuorvianti o completamente inutili diffusi dagli “animalari”. Qui voglio fare una nettissima distinzione tra animalisti e “animalari”. Gli animalisti sono persone molto attive che si prodigano per aiutare gli animali in difficoltà, collaborano anche con noi per chiederci di smascherare le bufale diffuse dagli “animalari”. Infatti, per loro è controproducente e inutile diffondere false notizie o attività inutili che pretenderebbero di difendere in qualche modo gli animali. Alcuni articoli sono stati scritti a seguito di una richiesta da parte di amministratori di pagine animaliste ed io ho pubblicato molto volentieri la smentita. L’animalaro è invece un bimbominkia che pubblica post strappalacrime e inutili tipo “condividi se sei contro il maltrattamento degli animali” allegando la foto di un animale massacrato. Gli animalisti sanno che condividere questi post non aiuta per niente gli animali, i veri attivisti pubblicano post per aiutare animali abbandonati a trovare una famiglia che gli possa dare l’affetto di cui ha bisogno. Molte volte denunciano una situazione di pericolo per far leva sulle autorità che non sempre intervengono tempestivamente. Gli “animalari” molte volte pubblicano casi di maltrattamento già risolti dalle autorità per ammucchiare condivisioni. Se la pagina è piena di questi post, gli animalisti, usando l’intuito, non intervengono. A volte, invece, pagine che si occupano di tutt’altro pubblicano questo genere di post da animalari. Gli animalisti in questo caso sono tratti in inganno e chiedono ulteriori informazioni. Dato che stiamo parlando di attivisti volontari, molti dei quali si rendono davvero utili, sciupare il loro tempo è davvero stupido.

Cosa fare per identificare la fonte. Se il post contiene una foto di un animale massacrato potete usare la ricerca con Google immagini. È un ottimo strumento che vi potrà servire per cercare qualsiasi tipo di foto e trovare il contesto originale dell’immagine con la storia autentica legata ad essa.

Anche in questo caso altri debunker possono aver già trattato la bufala, assicuratevi comunque che riportino fonti affidabili all’interno del loro articolo. In questo caso i siti giornalistici possono essere considerati affidabili. Ricordate che condividere semplicemente la foto di un cane massacrato, senza la più vaga informazione sul suo stato attuale, non lo aiuterà. Muoversi attivamente, anche informando semplicemente, per aiutare gli animali che al momento hanno bisogno di aiuto è, invece, un lavoro molto utile e degno di encomio.

  • Bufale mediche, cattivi consigli medici: sono bufale molto pericolose soprattutto se si spacciano per “salvavita”. Anche queste sono catene che da anni circolano per email e da un po’ di tempo hanno trovato larga diffusione attraverso le reti sociali. Un esempio classico è il consiglio di tossire per sopravvivere ad un infarto in corso. Come anche dice giustamente Brett di Hoax Slayer, diffondere questo tipo di disinformazione è irresponsabile. Seguire la procedura indicata nel post bufala, invece di chiamare immediatamente il numero di emergenza medica, può costare una vita anziché salvarla.

Altri esempi, meno pericolosi, ma comunque stupidi è inutili sono trattati nel blog. Una leggenda classica è l’uso di cipolle come magneti per i batteri.

In altre parole, la scienza medica è continuamente bombardata da miti, teorie complottiste sulle case farmaceutiche e, spesso e volentieri, da vere e proprie disinformazioni pericolose. Per sbugiardare queste bufale ci serviamo sempre dei debunker, ma ci assicuriamo che riportino le fonti autorevoli. In questo caso, i siti di medicina, blog di medici specializzati, riviste specializzate che chiedono pareri agli specialisti, sono considerati affidabili. Non ci improvvisiamo medici, come stoltamente affermano alcune persone molto scorrette su pagine pubbliche, cerchiamo in tutte le lingue pareri di specialisti. Nel caso della bufala della “tosse” contro l’infarto, citiamo il parere di un cardiologo del Dayton Heart Center, del Mended Hearts e dell’American Heart Association. Inoltre citiamo le smentite di ospedali coinvolti falsamente nella diffusione di certi avvisi.

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  • Bufale su bambini in stato di disagio: sono le bufale più vergognose insieme a quelle che incitano all’odio. Sfruttano bambini in stato di disagio per accumulare condivisioni e far crescere la visibilità della pagina. In questo caso non vi occorre cercare la fonte e dovete solo far valere il consiglio di Hoax Slayer che traduco: “Qualsiasi messaggio che afferma che Facebook o altre aziende donano soldi in cambio di condivisioni di immagini, è sicuramente una bufala e pertanto NON deve essere assolutamente inoltrata”. Non sbagliate, mai! Non rischiate di non aiutare una persona in pericolo di vita, tutto ciò che farete condividendo l’immagine è far crescere gli esseri spregevoli che creano queste bufale. Questi post NON sono innocui, la circolazione non autorizzata dell’immagine di un bambino malato potrebbe accrescere il dolore dei familiari che vedono la foto del figlio malato (o addirittura morto a causa della malattia) usata per una schifosa bufala. In Italia abbiamo avuto un caso molto diffuso. Tutti gli sciacalli raffigurati sono stati segnalati, il post è stato rimosso e, soprattutto, sono stati bannati dalla nostra pagina Facebook per impedire loro di controbattere. Con una lettera perentoria a Facebook, siamo in qualche modo riusciti a far inserire la foto in un database che un algoritmo di controllo la rimuove con poche segnalazioni. Sfortunatamente sono tante le pagine spazzatura che sfruttano le foto di bambini malati o feriti per ammucchiare condivisioni. Non date la soddisfazione a questi maiali, segnalate sempre questi contenuti.

Come ho spiegato, non vi servono fonti per capire che sono bufale, se però volete approfondire la storia potete usare lo strumento di ricerca Google immagini. Negli articoli comunque riportiamo la fonte originale della foto, normalmente si tratta di blog personali o di siti di medicina, ma anche siti giornalistici italiani e stranieri.

  • Bufale sulla sicurezza di Facebook: sono messaggi molto allarmanti, che avvisano di un pericolo inesistente, oppure espongono un pericolo reale in una forma così contorta, che non aiutano gli utenti a capire qual è la minaccia e come fare per evitare i problemi che potrebbero derivare. Alcuni di questi messaggi possono distogliere gli utenti dai veri pericoli in rete. Un esempio classico è la pedofilia su Facebook. Si tratta di un pericolo reale e molto serio, quindi è necessario dare informazioni veritiere e consigli validi per non esporre i minori al rischio. Gli avvisi bufala, come il gruppo pedofilo, sono completamente privi di significato. Difficilmente i pedofili creano gruppi dove svolgono liberamente la loro attività criminale. Inoltre, se mantenete l’impostazione della privacy adeguata, i membri o gli amministratori di un gruppo non possono avere accesso alle vostre foto. I pedofili sono più riservati nelle loro losche attività, normalmente si fanno passare per un coetaneo del minore per cercare di incontrarlo. È compito dei genitori e delle baby sitter vigilare sull’attività in rete dei bambini, se sono troppo piccoli è meglio che non usino facebook. Diffondere invece avvisi fasulli, fa perdere di vista la sicurezza dei minori online.

Altri avvisi di pedofili online, diffamano e rovinano ingiustamente la reputazione di persone completamente innocenti e non fanno nulla per migliorare la sicurezza dei minori su internet. Ci sono stati addirittura avvisi creati per prendere in giro gli avvisi di pedofili, ma che molti decerebrati hanno preso sul serio.

Oltre alla minaccia dei pedofili, anche sicurezza di Facebook è bombardata da messaggi insulsi che creano solo confusione tra gli utenti. Si parla di “video invisibili”, pornografia, insulti che il “padrone della bacheca” non vede ma gli altri contatti vedono. Ovviamente, tutto ciò che è pubblicato sulla bacheca di un utente è visibile al titolare dell’account. La sicurezza dell’account è molto importante, quindi se davvero esiste un pericolo per la sicurezza, bisogna dare istruzioni chiare e precise che descrivono la minaccia e che danno la possibilità agli utenti di poterla evitare o eliminare. Ripulire il profilo da applicazioni sospette è un buon consiglio.

Altre bufale sulla sicurezza sono gli avvisi di virus. Potete star certi che è pura spazzatura, soprattutto se si parla di un “utente virus”. Per le fonti potete consultare i debunker  o siti di informatica che danno indicazioni precise sui veri pericoli della rete.

  • Bufale di attualità – False notizie: si tratta di bufale “puntuali”, ovvero bufale che hanno immediatamente una diffusione virale, ma non durano nel tempo. Di solito si tratta di una notizia completamente inventata oppure si prende spunto da una notizia vera che viene corredata da affermazioni false, facendo completamente perdere al lettore la realtà dei fatti. In questo caso bisogna cercare in rete un articolo di giornale che riporta la notizia, se non si trova nessuna fonte in rete vuol dire che la notizia è fasulla. Se poi la notizia è scandalosa o sensazionale, è altamente improbabile che non abbia fatto gola ai giornalisti.

Altre bufale di attualità riguardano false affermazioni attribuite ai politici o ai capi di stato. Alcune di esse sono solo il lavoro di un troll, ma molti decerebrati ci cascano come dei polli. Ultimamente il primo ministro australiano e Putin sono dipinti come ferventi anti-islamici.  Come spiegato, è molto improbabile che leader esperti come Putin si esprimano in quella forma così denigratoria; inoltre, in Russia sono presenti moschee e musulmani. In questo caso basta verificare su google che esistono moschee in Russia per smentire la bufala.

È importante che cerchiate fonti affidabili. In questo caso, siti personali e blog non sono affidabili se non riportano una fonte giornalistica affidabile. Per esempio, quando abbiamo discusso la bufala del Giappone anti-islamico, ci è stata fatta l’osservazione che il testo della bufala si trovava con google. È ovvio che il motore di ricerca restituisce tutti i risultati, compresi i siti che diffondono la bufala. Deve essere il vostro intuito e la vostra capacità di interpretazione delle fonti a farvi stabilire se si tratta di siti affidabili. In questo caso, noi ci siamo serviti degli estratti della costituzione giapponese e del sito dell’ufficio immigrazione, i siti che pubblicano la bufala, invece, non riportano uno straccio di fonte.

È anche importante evitare di usare fonti di parte, a meno che non riportino dati inequivocabili. C’è sempre chi dice stupidamente che usiamo le fonti del PD, ma non è in grado di indicare dove e quando abbiamo usato queste “fonti”. Per sbugiardare le loro scemenze abbiamo usato anche fonti di destra, e non perché erano di destra, ma perché riportavano informazioni sensate facilmente verificabili.

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Questi italioti si giustificano dicendo che esprimono una loro opinione…Non è una vostra opinione sono affermazioni determinate che attribuite a noi che dovete dimostrare, se non riuscite a farlo allora siete dei cazzari.

Concludendo, le fonti devono essere adeguate all’argomento di discussione e devono essere possibilmente neutrali. Noi cerchiamo sempre di riportare più fonti, confrontarle e discuterle.