BUFALA – Gli immigrati italiani negli Stati Uniti erano piccoli, scuri e puzzolenti

ITALIANI IN AMERICA

Gira su Facebook in un modo molto virale un post che pretende di essere una traduzione di una relazione dell’ispettorato per l’immigrazione degli Stati Uniti di più di un secolo fa.

Se analizziamo il testo, non inizia menzionando esplicitamente gli italiani, sembra più la descrizione che fanno adesso le pagine razziste degli attuali rom. Alla fine fa riferimento agli immigrati italiani negli Stati Uniti del primo trentennio dello scorso secolo.

Comunque la relazione è fasulla, non si trovano fonti ufficiali che confermino le affermazioni del post in oggetto. Non sembra un riassunto di una relazione e chi ha effettuato una traduzione così dettagliata poteva benissimo riportare il testo originale o una parte di esso.

Quello che non fa risultare credibile il testo è che ha subito alcune variazioni nel tempo. In una versione meno recente ci sono dei particolari che minano l’autenticità della presunta relazione. L’articolo di RaiNews cita come fonte il giornalista e deputato PD Andrea Sarubbi, che a sua volta ha preso il testo da un articolo del giornale “Il Verona” scritto dall’avvocato Guarienti. Anche l’avvocato non aveva il testo originale e afferma di aver tratto il testo da un libro, ma non specifica autore e titolo per facilitare la ricerca.

Il particolare che rende fasulla la relazione è l’alluminio che gli italiani avrebbero usato per costruire le case. Come anche ha riportato Paolo Attivissimo, l’alluminio, a quell’epoca, era un materiale molto costoso e non è credibile che venisse usato da persone molto povere. L’omissione di questo dettaglio nelle versioni successive vorrebbe rendere più credibile il messaggio, tuttavia, questo tentativo si rivela piuttosto futile perché gli utenti più attenti, ricercando il testo, notano la differenza. Se fosse davvero la traduzione integrale di una relazione dell’ispettorato dell’immigrazione, non sarebbe necessaria l’omissione di questo particolare.

Oltre a Sarubbi, anche Roberto Saviano, durante la trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo fa”, ha usato questo testo per criticare l’ondata di odio nei confronti dei profughi e per ricordare che, quando gli italiani, erano migranti, subivano un pessimo trattamento.

Grazie alla segnalazione di un nostro fan, abbiamo trovato un articolo in cui si traduce il testo in inglese per inviarlo a un servizio online negli Stati Uniti “Ask a Librarian” (chiedi a un bibliotecario). Non hanno escluso completamente l’esistenza di questo documento, ma l’hanno trovato molto improbabile.

Non è sbagliato dire che gli italiani non erano trattati bene negli Stati Uniti durante le grandi migrazioni, tuttavia diffondere falsi articoli o paragonare i migranti italiani del 1912 con i profughi che arrivano sulle coste italiane è sbagliato. È assurdo paragonare le condizioni attuali con quelle di un secolo fa, perché adesso l’accoglienza dei profughi è regolata da normative che tempo fa non esistevano. Inoltre, mentre negli Stati Uniti sono state riportate vere e proprie violenze, fino a linciaggi, nei confronti degli italiani, la situazione attuale in Italia vede solo pagine e blog spazzatura in cui i razzisti inveiscono contro l’immigrazione, invocando il ritorno dei campi di concentramento, disastri e stragi. Per fortuna non sono nient’altro che leoni da tastiera che, una volta spento il PC, ritornano ad essere dei gattini. Le autorità dovrebbero, comunque, chiudere senza esitare tutti questi blog e pagine di Facebook che incitano all’odio razziale. L’istigazione alla violenza può davvero sfociare in episodi di giustizia sommaria e di grave intolleranza.