BUFALA – Poliziotto pestato da manifestanti

poliziotto picchiato

Un post che include una foto di un poliziotto in tenuta da sommossa sopraffatto da un gruppo di persone sta girando vigorosamente su Facebook. Il messaggio che accompagna la foto esorta il “capo della polizia” a non giudicare i suoi uomini da dietro a una scrivania, probabilmente perché non conosce il lavoro di strada che è molto più duro e pericoloso.

Dalle ricerche in rete, l’unica critica da parte di un questore che ho letto, si riferisce agli scontri di Roma del 12 aprile. Come al solito questi messaggi sono vaghi e privi completamente di contenuto o almeno di link a fonti autorevoli.

Comunque, ciò che non ha completamente senso nel contesto del messaggio è la foto che certamente non si riferisce ad un episodio avvenuto in Italia. Anche se la divisa del poliziotto può sembrare quella dei Carabinieri, i lineamenti degli assaltanti sono tutt’altro che mediterranei. Infatti, la foto si riferisce ad un episodio in Messico nell’ottobre 2013, in cui una manifestazione di commemorazione pacifica si è tramutata in un pretesto per scontri.

È mia personale opinione che molti utenti e amministratori di pagine ci diano seriamente un taglio alla diffusione di disinformazione. La scusa puerile e banale, che i tipici diffusori di bufale trovano, è che sono episodi che comunque si verificano, quindi affermano che “la notizia è falsa ma la sostanza è vera”. Non c’è niente di più sbagliato invece: una notizia falsa non serve a nulla se non a confondere le idee o gettare benzina sul fuoco. Dato che sono episodi che si verificano spesso, che fretta c’è? Non è meglio aspettare che accadano realmente. Oppure non si verificano spesso?