BUFALA- Ebola, epidemia…di bufale! Aggiornato al 6/8/2014

BUFEBOLA
…invece di chiudere le frontiere, apriamo il cervello!

PREMESSA: il nostro sito si propone esclusivamente di scandagliare, smentire e mettere in guardia dalle bufale, intese come notizie tendenziose e manipolatorie. non intendiamo in alcun modo sminuire i fatti reali e la gravita’ di alcune situazioni e non ci occupiamo di filosofia e metafisica. Ebola e’ un virus terribile ed e’ effettivamente in corso la peggiore epidemia riscontrata… IN AFRICA!!!

Riporto qui di seguito un estratto del Portale dell’epidemiologia per la Sanità Pubblica in cui si definisce la situazione attuale dell’epidemia:

“Dall’inizio dell’epidemia, sono stati segnalati all’Oms 1323 casi clinici (sospetti, probabili e confermati) di Evd e 729 decessi. Tra il 24 ed il 27 luglio 2014, sono stati segnalati all’Oms 122 nuovi casi clinici di Evd, dimostrando la persistenza di catene di trasmissione nella popolazione. Al 27 luglio 2014, Il ministero della Salute della Guinea ha segnalato all’Oms 460 casi clinici di Evd, di cui 339 deceduti. Sono stati confermati in laboratorio 336 casi, di cui 218 deceduti. In Liberia, il ministero della Salute ha segnalato all’Oms 329 casi clinici di Evd, di cui 156 deceduti. Sono stati confermati in laboratorio 100 casi, di cui 72 deceduti. Il ministero della Salute della Sierra Leone ha segnalato all’Oms 533 casi clinici di Evd, di cui 233 deceduti. Sono stati confermati in laboratorio 473 casi, di cui 195 deceduti. Il 25 luglio 2014 è deceduto nella capitale della Nigeria un cittadino liberiano risultato positivo ad Evd ad un esame preliminare di laboratorio. La vittima era giunta in aereo il 20 luglio dalla Liberia nella città di Lagos viaggiando via Lomé (Togo) e Accra (Ghana).In base alle informazioni attualmente disponibili, l’Oms non raccomanda restrizioni a viaggi o a rotte commerciali. Leggi anche la scheda informativa per i viaggiatori (pdf 96 kb), pubblicata in italiano dall’Ecdc. Per maggiori informazioni leggi gli aggiornamenti, il comunicato stampa e la nota del 15 maggio 2014 a cura del ministero della Salute italiano e le pagine dedicate al virus Ebola sui siti dell’Oms e dell’Ecdc.

I casi finora segnalati di febbre emorragica da virus Ebola nel mondo sono circa 1.900, dei quali 1.300 deceduti. Focolai epidemici sono stati confermati nel continente africano, più precisamente in Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Popolare del Congo, Costa d’Avorio e Uganda. Nel resto del mondo il virus Ebola è stato occasionalmente e accidentalmente introdotto attraverso scimmie infette, ma l’unico risultato è stato la malattia e la morte degli animali stessi senza nessuna conseguenza per l’uomo. Sul sito dei Cdc americani è disponibile una tabella (pdf 54 kb) che riassume la storia dei casi e delle epidemie di Ebola dal 1976 a oggi. Inoltre, sul sito dell‘Health Protection Agency (Hpa) del Regno Unito è presente unamappa con la localizzazione delle ultime epidemie segnalate nel mondo.


Per controllare la diffusione del virus a livello mondiale potete andare su Global Alert and Response (GAR)

PRECISAZIONI: LA TRASMISSIONE DEL VIRUS NELLE 7 SETTIMANE SUCCESSIVE ALLA GUARIGIONE SI VERIFICA SOLO TRAMITE CONTATTO SESSUALE POICHE’ ESSO SOPRAVVIVE NELLO SPERMA. SI E’ TRASMESSO (SOLO IN LABORATORIO) PER VIA AEREA SOLTANTO IN PRIMATI DEL GENERE RHESUS…CHE NON SIAMO NOI.

VENIAMO ORA ALL’ARTICOLO CHE SMENTIVA LA PRESENZA DI CASI SOSPETTI NEI CENTRI DI ACCOGLIENZA PER GLI IMMIGRATI CLANDESTINI. ARTICOLO SMENTITO ANCHE DALLA REALTA’ DEI FATTI AD OGGI E DA ME RIPORTATO TALE E QUALE ALLA PRIMA STESURA. VI CHIEDO GENTILMENTE DI SOFFERMARVI MEGLIO SU QUANTO SCRITTO, PER NON OBBLIGARMI IN SEGUITO A DOVER RIBADIRE I CONCETTI (GIA’ RIPORTATI MA LETTI FRETTOLOSAMENTE) IN RISPOSTA AI VOSTRI COMMENTI.

PISA: IL MISTERO DEI CLANDESTINI CON “UN PO’ DI FEBBRE”MOLTI ARRIVANO DAL MALI, DOVE SONO STATI REGISTRATI DIVERSI CASI DI EBOLA

Sta accadendo qualcosa di strano a Pisa, a San Rossore. Da alcuni giorni, circa 40 clandestini recuperati in alto mare dai fanatici di Mare Nostrum e provenienti da Senegal, Mali e Ghana – tutte zone colpite da Ebola o in prossimità del focolaio – giunti a Pisa lo scorso venerdì, off limits nella struttura di San Rossore.Porte chiuse e impossibilità di contatto. …A spiegare i motivi del “no” alla richiesta di accesso è stato l’assessore al sociale del Comune di Pisa Sandra Capuzzi. E non è una spiegazione tranquillizzante
“Alla base – dice – la raccomandazione del medico che li ha visitati nelle prime ore e che ha raccomandato qualche giorno di tranquillità. Alcuni ‘profughi’ hanno sviluppato un ‘po’ di febbre’, altri congiuntivite. Aprire le porte ora significherebbe dare il via ad un via vai a cui non vorremmo sottoporli almeno per qualche giorno”. Un po’ di febbre. Il tipico sintomo iniziale di una malattia che non vogliamo nominare.
“Le pratiche sanitarie sono ancora in corso: esami del sangue e screening devono ancora essere completati. Contavamo di chiudere questa fase in 48 ore, ma le mancate indicazioni del Ministero rispetto alle strutture di appoggio ha rallentato i tempi”.

Questi personaggi si preoccupano di fantomatiche associazioni e dei loro ‘ospiti’. Se ne fregano dell’emergenza sanitaria, pur sapendo che il Mali ha diagnosticato molti casi di Ebola e alcuni ancora in fase di indagine arrivano dal Senegal.

Questa è solo una delle notizie che in queste settimane stanno infettando quasi “viralmente” la rete. E che purtroppo sono destinate a diffondersi ulteriormente a causa di una certa ignoranza, ma ancor più della pigrizia mentale di coloro per cui è troppo faticoso persino leggere su Wikipedia un paio di notizie relative al virus Ebola.

A proposito di questo virus è necessario conoscere alcuni dettagli:

– che la trasmissione NON avviene per via aerea, ma attraverso fluidi corporei, vomito, diarrea, contatto tra le mucose ( ad esempio sessuale), raramente per via epidermica ove vi siano fluidi infetti sulla pelle del portatore ed escoriazioni su quella con cui viene a contatto.
– che il contatto con individui che hanno appena sviluppato la malattia ha livelli di infettività quasi nulli anche in presenza delle sopra citate condizioni.
– che dopo il periodo di incubazione (2-20 giorni), la malattia ha un decorso fulminante in cui è impossibile non accorgersi che la persona è gravemente malata e quindi attuare per sbaglio una delle condizioni in cui è possibile trasmetterlo.
Infatti le uniche epidemie si sono manifestate fino ad ora in paesi del terzo mondo e in ambiti ristretti, di solito ospedalieri, privi delle misure igienico-sanitarie di sicurezza minima.

Per quanto concerne alcune affermazioni dell’articolo, come ad esempio:”Un po’ di febbre. Il tipico sintomo iniziale di una malattia che non vogliamo nominare.”, sono convinta che ognuno di voi potrà nominare almeno un centinaio di patologie e condizioni fisiologiche il cui sintomo iniziale sia qualche linea di febbre, c’è solo l’imbarazzo della scelta, magari con congiuntivite. Potete sbizzarrirvi: dall’ovulazione all’influenza, dalle febbri di crescita al tumore al pancreas ce n’è per tutti i gusti!

Veniamo ora alle metodiche diagnostiche: oltre ai test di immunofluorescenza e quelli sulla saliva e sulle urine, è notevole in fatto che successivamente alla comparsa della febbre, il malato muore solitamente entro 5-7 giorni. I sintomi successivi compaiono immediatamente, la sintomatologia iniziale comprende febbre alta (almeno 38,8 °C), cefalea, dolori addominali e vertigini. L’ebola progressivamente è in grado di causare sintomi di più grave entità, come diarrea, feci scure o sanguinolente, vomito scuro dall’aspetto a “fondo di caffè”, occhi rossi dilatati con presenza di aree emorragiche sulla sclera e porpora.
Altri sintomi secondari includono ipotensione, ipovolemia, tachicardia, danni agli organi (soprattutto reni, milza e fegato) come risultato di una necrosi sistemica disseminata e proteinuria. Più del 50% dei pazienti svilupperà  fenomeni emorragici.
Questo significa innanzitutto che in pazienti “con un po’ di febbre” non è affatto necessario attendere 48 ore per diagnosticare l’ebola o comunque sospettare una patologia importante.

Per quanto riguarda il Mali, che avrebbe diagnosticato molti casi di Ebola, al momento ne conta solo 4 sospetti, a meno che tutti gli altri casi si siano imbarcati per andare a vedere la torre di Pisa.

DUNQUE: IL RISCHIO NON C’E’?

In realtà un margine di rischio è effettivamente presente, ma NON a causa dei migranti e dei loro viaggi della speranza, lunghi il tempo di essere consumati dal virus e comunque tenuti a distanza sufficiente da manifestarne i sintomi prima di diffonderli.

Il rischio è rappresentato dai viaggi di lavoro e turismo (anche sessuale) nei paesi a rischio, per il fatto che questa epidemia ha interessato per la prima volta un maggior numero di paesi africani (anche grandi centri di passaggio) e che si è sviluppata in ambienti che sono difficili da circoscrivere e da controllare per motivi logistici e perché non utilizzano le norme igieniche basiche necessarie al contenimento.

Il rischio è che, volgendo lo sguardo là dove è facile e comodo puntare il dito: ai disgraziati che spesso hanno una vita non migliore di un malato di una malattia fulminante, lo distogliamo dalla fonte reale di pericolo e ci facciamo cogliere impreparati su altri fronti.

Il rischio è che guardiamo con sospetto lo straniero sano che ci siede accanto in metropolitana e non l’uomo d’affari malato con cui magari dividiamo il letto.

Il rischio è l’ignoranza, come sempre.

 

 

credits

http://www.wakeupnews.eu/nuova-epidemia-ebola-africa-le-bufale-razziste-girano-sul-web/

http://it.wikipedia.org/wiki/Ebola

http://www.focus.it/scienza/salute/ebola-e-il-virus-piu-mortale_C12.aspx

bibliografia

“Compendio di Microbiologia”- G. Cavallo

http://www.epicentro.iss.it/

 

 

 

*Mary*

*Mary*

Debunker di giorno, poetessa di notte. Non mi laureo in Medicina e Chirurgia, né mi specializzo in Neuropsichiatria ma, dopo aver abbandonato la facoltà, lavoro felicemente molti anni per una grande azienda di carte di credito. Faccio bouquet di caramelle senza assaggiarne nemmeno una: dovrebbe indicare una volontà di ferro, ma la verità è che non mi piacciono le caramelle.