BUFALA – Altro bambino biondo rapito dagli zingari

zingara+bimbo

Sta girando molto rapidamente una foto un po’ sfocata che ritrae probabilmente una donna di etnia rom con in braccio un bambino con i capelli ricci e biondi. La donna è di spalle mentre il viso del bimbo è visibile anche se un po’ sfocato. Il messaggio che accompagna la foto incita alla diffusione perché il bambino, essendo biondo, potrebbe non essere appartenente a quella etnia e di conseguenza non essere figlio della donna che lo tiene in braccio. Il messaggio afferma anche che il bambino piangeva tanto, anche se dalla foto non sembra. Il messaggio fa anche la vaga affermazione che gli occhi “sembrano chiari” ma dalla foto sembra invece che gli occhi del bambino siano color nocciola.

In realtà non c’è molto da dire perché da metà dicembre 2013, che è il periodo in cui la foto ha cominciato a diffondersi, internet è stato riempito di articoli che condannavano o appoggiavano la diffusione di questa foto.

Attualmente non si sa chi sia la donna che si vede di spalle né il bambino che si trova in braccio alla donna, non si sa chi abbia effettivamente scattato la foto e chi abbia deciso di lanciarla per primo. Le due pagine spazzatura raffigurate hanno colto l’occasione per ammucchiare condivisioni, ma non sono interessate minimamente alla sorte del bambino. Alcune copie sono state postate da altre pagine spazzatura e successivamente rimosse per ragioni a noi ignote.

Sembra comunque che questa bufala sia una sequel di un’altra bufala che Katia Palmieri, una razzista di Montevarchi, ha lanciato agli inizi di ottobre ed è stata denunciata insieme ad altri suoi contatti per diffamazione, procurato allarme e razzismo (reato ai sensi della legge Mancino). Non si conoscono altri sviluppi sulla denuncia che l’Associazione Nazione Rom ha sporto nei confronti di Katia Palmieri. Sicuramente qualcuno ha voluto emulare la stupidaggine razzista della Palmieri per attirare commenti raccapriccianti di odio razziale.

Riguardo alla foto, la sua diffusione è assolutamente sconsigliata per i seguenti motivi:

1)      La polizia postale è già a conoscenza della diffusione di questa foto

2)      Diffondere in rete la foto di un minore senza l’assenso dei genitori è un reato. Se si hanno dei sospetti si presentano alle forze dell’ordine che decideranno che indagini seguire. Se si tratta di un vero rapimento la diffusione incontrollata potrebbe inquinare le indagini, se invece non è un sequestro di minore allora si incorre nel reato suindicato.

3)      L’Associazione Nazione Rom ha sicuramente sporto denuncia all’UNAR per razzismo, quindi è inutile inoltrare altre denunce all’UNAR o all’Associazione.

4)      Non c’è motivo per credere che solo perché un bambino piange e non somiglia alla donna che lo tiene in braccio sia stato rapito. Ci sono casi di madri con carnagione scura o olivastra che hanno figli biondi. Cosa facciamo allora? Ci mettiamo a fotografare tutti i bimbi biondi in braccio a donne castane e diffondiamo su Facebook le immagini? Pura follia!

5)      Sicuramente tra i rom ci può essere chi è coinvolto nel traffico di esseri umani, ma dire a priori che il bambino può essere stato rapito solo perché è una zingara a tenerlo in braccio, è da italioti. La storia che le zingare nascondono i figli degli altri sotto la gonna è simile a quella dell’uomo nero. Non si trova, infatti, nessuna evidenza che sia una consuetudine che gli zingari rapiscano i bambini. Sono stati riportati dei casi di tentato rapimento o di sequestro da parte di zingari, ma possiamo dire che sono stati anche riportati casi di tentativo di sequestro da parte di persone appartenenti ad altre etnie o altre nazionalità. Si parla di un crimine davvero efferato e attribuirlo come un’usanza tradizionale ad una razza o a un’etnia o a una nazione intera è semplicemente assurdo.

Anche se questa foto superasse il milione di condivisioni, non credo che conosceremo il finale di questa vicenda . Le forze dell’ordine sono sicuramente al corrente e non sembrano essere intervenute o magari hanno già fatto delle verifiche senza rilasciare nessun comunicato. E il bambino? Chissà se un giorno saprà di essere stato famoso!

Ringraziamo anticipatamente chi ci possa fornire ulteriori dettagli.