BUFALA – Allergia ai pantaloni cinesi

pantaloni cinesi

La foto raffigura un rash cutaneo sulla parte inferiore della gamba destra di una donna causato probabilmente da una reazione allergica al tessuto di un pantalone estivo acquistato dai cinesi. Etichettiamo il messaggio come bufala per il modo in cui è presentato. Già abbiamo visto un caso di infradito cinesi che hanno causato un rash simile e in apparenza più grave. Un episodio realmente accaduto è stato oggetto di diffusione per aizzare odio verso i cinesi e guadagnare “mi piace”. Faccio notare che la persona che ha pubblicato per primo la foto, l’ha rimossa dopo oltre 30.000 condivisioni in un paio di giorni per ragioni che ignoriamo.
Le pagine spazzatura che conosciamo benissimo, hanno copincollato l’immagine ed il messaggio creando un nuovo post tutto da condividere a rotta di collo.
Esaminiamo il resto del messaggio:
1) Non dice una cosa molto importante: in quale negozio è stato acquistato il pantalone. La storia degli infradito cita un grande magazzino che ha ritirato la merce quando si è verificato l’episodio del rash ai piedi della vittima. In questo caso la cosa migliore è fare un esposto al quale segue l’ispezione per verificare la conformità della merce e un eventuale sequestro se dalle analisi ci sono sostanze dannose. Sicuramente se ci sono sostanze dannose altre persone avranno sofferto lo stesso rash, non specificare esattamente dove è stato acquistato il pantalone espone altre persone allo stesso problema.
2) Sembra strano che il rash si sia presentato solo sulla parte inferiore della gamba, ci sono altre parti del corpo a contatto con il pantalone più delicate che sudano di più rispetto al polpaccio. Non siamo dermatologi ma un’ustione di terzo grado sembra molto più grave rispetto all’eruzione cutanea della foto
3) Non è la prima volta che i prodotti cinesi causano problemi, soprattutto se è merce importata illegalmente senza i controlli adeguati. Comunque, condividere il messaggio allo scopo di boicottare i cinesi mi sembra stupido. Si vendono moltissimi capi di abbigliamento di provenienza cinese che non danno problemi a nessuno.
La cosa più giusta da fare quindi era di fare un esposto alle autorità competenti per controllare la merce sospetta e non “far girare” un messaggio molto generico su Facebook. Così come è scritto non è di aiuto per nessuno e serve solo a fomentare odio. Adesso le parole “fate girare” e “mettete mi piace” sono un comune denominatore delle pagine spazzatura per attirare fans e aumentare la visibilità.