BUFALA – Maltratto infantile

Questa foto che raffigura un bambino piangente incastrato dietro una ruota di un veicolo, sta girando già da più un anno su Facebook in varie versioni.
La versione più comune racconta la storia di un bambino maltrattato dal padre a Buenos Aires, il padre è in prigione per maltrattamenti domestici ma afferma che presto sarà libero e nessuno si occuperà seriamente del caso. Facendo girare la foto su Facebook, le pagine “like farming” pretendono di sensibilizzare le persone verso il fenomeno delle violenze sui minori, ma è solo uno squallido stratagemma per guadagnare visibilità.
Non si trovano fonti attendibili che in qualche modo confermino la storia descritta che è sicuramente inventata per far leva sulla sensibilità della gente.
La seconda versione è di un’assurdità evidente, quasi mi sento a disagio spiegarla perché è un’offesa all’intelligenza dei nostri lettori con un minimo senso critico. In Somalia il 95% è di razza nera ed il restante 5% sono Arabi, Pakistani, Bantu e europei. Se il bambino fosse somalo, sarebbe al 95% di razza nera e la foto raffigura un bambino di razza bianca.
È un modo di maltrattare un bambino molto insolito, perché è comunque difficile metterlo nella posizione indicata nella foto. La foto, infatti, fa parte di una raccolta di foto strane, scherzose che raffigurano eventi poco possibili.
Il problema di far girare queste foto in questo contesto è che il padre del bambino si vede accusato ingiustamente di maltrattamenti. È simile ad altri post orrendi come quello discusso qui.
Diffondere la foto con queste didascalie è immorale ed irresponsabile e non fa nulla per prevenire la violenza sui bambini quindi è anche completamente inutile.
Se trovate questa foto nella home, non condividetela ed avvisate il contatto che l’ha pubblicata che il messaggio è una bufala e pertanto NON deve essere assolutamente inoltrato.