BUFALA – Giorno senza benzina

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Il messaggio bufala di quest’anno 2013 non è altro che una variante di messaggi simili che circolano dal 1999. Tutti mostrano che i metodi di protesta che non creano nessun inconveniente, privazione o spesa ai partecipanti sono i più popolari nonostante siano inefficaci. Il giorno senza benzina era stato proposto nel 1999 e nel 2000 era stato proposto di non rifornirsi di benzina per tre giorni, ma entrambe le iniziative non hanno avuto un gran numero di adesioni e non hanno influito sul prezzo dei carburanti. Le iniziative degli anni successivi non hanno sortito molto effetto, tanto da non essere nemmeno state degne di cronaca. Il presupposto di questi messaggi è intrinsecamente erroneo, perché il fatto che gli automobilisti non si riforniscano un giorno particolare non affetta assolutamente le compagnie petrolifere. L’iniziativa del giorno senza benzina non incita gli automobilisti a rifornirsi meno ma semplicemente a rifornirsi il giorno precedente o successivo senza alterare la quantità di carburante di cui normalmente si riforniscono, in questo modo le compagnie petrolifere non perdono nulla. Per definizione, il boicottaggio di un prodotto è la rinuncia ad acquistare il prodotto stesso che è una significativa fonte di guadagno per chi lo vende e di cui i consumatori sono disposti a rinunciarvi se non si effettuano dei cambiamenti. L’iniziativa del giorno senza benzina non è un incitamento alla rinuncia da parte degli utenti di un prodotto anche per un breve periodo ma semplicemente rimandare il loro acquisto al massimo di un giorno o più. Siccome l’iniziativa non richiama l’utente a fare un sacrificio la minaccia è assolutamente futile. Il fatto di non rifornirsi un giorno fa sentire meglio gli utenti perché possono manifestare la loro rabbia di fronte all’aumento dei prezzi ma la loro azione non avrà un impatto significativo sui prezzi dei carburanti. Una protesta efficace potrebbe essere convincere le persone a rinunciare all’uso dell’auto in giorni specifici. È un’azione che potrebbe dimostrare l’efficacia della minaccia che, se i prezzi dei carburanti restassero alti, gli utenti sarebbero disposti a muoversi con il carpooling o con i mezzi di trasporto pubblici per lunghi periodi. Cambiare il giorno di acquisto non è una minaccia perché non si fa a meno di niente. In ogni caso, il danno del giorno senza benzina è solo per i piccoli gestori che sono l’ultimo anello della catena ed hanno l’ultima parola sull’aumento dei prezzi alla pompa. I piccoli gestori sono soggetti alla variabilità del mercato del petrolio e lavorano con margini molto bassi ed un solo giorno di interruzione dei fornimenti può pregiudicare guadagni di giorni di duro lavoro. Così com’è il “giorno senza benzina” è un pugno sul naso dato alla persona sbagliata. Sia l’apatia che il buon senso hanno fatto sì che l’iniziativa non abbia avuto molte adesioni come hanno scritto molti giornali. La benzina è un bene di uso globale, il suo prezzo è soggetto ad esigenze di domanda-offerta. Nessun espediente o dimostrazione plateale degli utenti farà abbassare il prezzo nel lungo periodo; solo una significativa riduzione della richiesta può ottenere lo scopo. Purtroppo, per molta gente, raggiungere questo obiettivo, significa ridurre l’uso di auto fiammanti per altre meno appariscenti ma che consumano meno carburante. Questa soluzione per loro è inaccettabile. Un’iniziativa come il “giorno senza benzina” può avere effetto positivo richiamando l’attenzione a un certo messaggio. In questo caso però il messaggio inviato è il seguente: “Noi utenti abbiamo tanto un disperato bisogno di benzina che non possiamo stare senza neanche alcuni giorni per dimostrare il nostro disappunto per il suo costo”. Quale compagnia petrolifera è disposto a rispondere ad un messaggio come questo abbassando i prezzi? Se volete veramente mandare un “messaggio” alle compagnie petrolifere, scrivete che sareste disposti a non rifornirvi per mesi
Conclusioni: L’appello contiene particolari falsi, il prezzo della benzina non si abbassò di 30 centesimi al litro nei USA. In primo luogo perché là il prezzo alla pompa è al gallone, che sono circa 4 litri e poi perché NON ci fu comunque un abbassamento di prezzo di tale entità in una sola notte, ma in sei mesi. Inutile inoltrare tutti gli anni lo stesso messaggio cambiando l’anno. Fonte: http://www.snopes.com/politics/gasoline/nogas.asp